4 Gran Premi posson bastare


Niki Lauda si ritirò alla fine del 1979, a Montreal, GP del Canada, durante le prove del venerdì, senza fare troppi casini; forse perché ne aveva già combinati abbastanza in precedenza. Nessun annuncio roboante, semplicemente la Formula 1 non gli interessava più.
A dir la verità le voci, e le sue prestazioni in pista, già da tempo testimoniavano uno stato di apatia crescente. A questo si aggiungeva una Brabham Alfa Romeo che stentava a metà schieramento, e per chiudere il quadretto un giovane compagno di squadra - tale Nelson Piquet- che gara dopo gara stava sovvertendo le gerarchie in squadra.
Così l'austriaco lasciò tutto, per dedicarsi alla sua compagnia aerea, la LaudaAir.
Due anni dopo, il casco dal nuovo disegno di Niki Lauda tornò a farsi vedere sulle piste. Prima qualche timido test con la McLaren a fine 1981, poi l'annuncio che la coppia John Watson-Niki Lauda si sarebbe ricomposta quattro anni dopo, non più in Brabham, ma nella Mclaren di Teddy Mayer e del neo socio Ron Dennis.
Occhei, il ritorno del campione, tappeto rosso, trombe e fanfare, contratto miliardario, e chissà che privilegi rispetto al compagno di squadra. No. L'accordo fra le due parti prevedeva che in caso di scarsi risultati nei primi quattro Gran Premi, Niki sarebbe ritornato a guidare aerei.
Quattro gare; non di più.
La stagione 1982 parte in Sud Africa, ed è subito casino, con i piloti in sciopero per questioni di superlicenza. Poco male, Lauda è concentrato sull'obiettivo e, dopo delle qualifiche non proprio da ricordare, in gara si beve il compagno di squadra e il futuro campione del mondo Rosberg, portandosi a casa un quarto posto decisamente positivo.
Il successivo Gran Premio non va altrettanto bene, nell'infernale caldo brasiliano Lauda non brilla particolarmente, e per lui arriva un ritiro. Ma poi si va a Long Beach, terza gara, il bilancio non è che sia da urlo per Niki, già nel paddock ci si chiede se non sia stata veramente solo ed esclusivamente una faccenda di soldi questo ritorno di Lauda.
In prova Lauda inizia però a fare su serio: in pole c'è Andrea De Cesaris con l'Alfa Romeo che ha deciso di fare il fenomeno, ma Niki è lì, deciso a sfruttare l'occasione, senza fare troppo chiasso.
E infatti, come suo solito, lascerà sfogare gli altri e una volta passato l'italiano scattato davanti a tutti al via, nessuno riuscirà più a prenderlo.
Buona la terza per Lauda; e poi continuiamo pure a ricordarlo come un ragioniere.

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