Autostop


Esiste tutta una letteratura su piloti a cavalcioni di Formula 1 - Mansel che si porta Senna in giro per il giro d'onore a Silverstone 1991, Alesi a cavalcioni della Benetton di Schumacher dopo aver vinto il Gp del Canada 1995, e tanti, tanti altri - momenti a cui ci si può anche appiccicare un senso di amicizia e romanticismo che dona un non so che di cavalleria a questo sport.
Mi sono sempre posto un paio di domande al vedere certe immagini. La prima: come facessero a resistere per un giro intero a cavallo di motori e radiatori con certe temperature, e la seconda: se mai qualcuno avesse perso la presa con conseguente ruzzolone sull'asfalto a velocità comunque sostenuta.
Per la prima domanda posso solo immaginare che il calore in qualche modo sia sempre risultato sopportabile grazie a tute e imbottiture varie, per la seconda una risposta in qualche modo esiste.
Canada 1983, Bruno Giacomelli rimane in panne durante le prove con la sua Toleman Hart, passa la Williams di Keke Rosberg, si ferma, gli offre un passaggio, Bruno accetta, eviterebbe fastidiosi giri su motorini di commissari e lunghi tratti a piedi prima di raggiungere i box.
Si piazza sulla fiancata della Williams, quell'anno in verità più corta del solito, ma evidentemente non tiene conto dell'irruenza di Keke, in qualsiasi momento. Questo parte come fosse solo, e il povero Bruno Giacomelli si ritrova a ruzzolare sull'asfalto dell'isola di Notre Dame.
Risultato: lividi ed escoriazioni varie su tutto il corpo. Alla faccia dei cavalieri.

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