Giocare in casa


Lauda non era certo secondo a nessuno quanto a tattica, dentro, ma anche fuori dalla pista. Quando poteva faceva sempre valere un certo suo potere verso avversari e compagni di squadra. In Ferrari ne sanno qualcosa.
Questa volta corre in casa, Zeltweg, 1983, la mattina del sabato Niki sente il motore fiacco; per forza, è un Cosworth aspirato in mezzo a un nugolo di turbo scalpitanti che sui saliscendi austriaci ci vanno a nozze. Però lui lo sente un po' troppo fiacco lo stesso.
La sessione finisce, è nervoso, va bene che passa per uno freddo, ma gli girano all'idea di far la figura del lento davanti ai suoi tifosi. Decide di farlo cambiare, la squadra gli fa notare che potrebbero non farcela per l'inizio della sessione decisiva di prove cronometrate del primo pomeriggio. Lui ci pensa un po' su, decide lo stesso di farselo cambiare, al tempo ci penserà lui.
Tra le manifestazioni di contorno per quel GP c'era anche una dimostrazione di virtuosismo acrobatico aereo da parte di un Harrier della RAF. Il pilota faceva un po' di numeri sopra la pista, capriole, atterraggi e decolli in verticale, roba per far passare un po' di tempo agli spettatori. Dopo aver volteggiato sulle teste dei presenti l'aereo viene parcheggiato in uno dei tanti prati a bordo pista.
Lauda, tra l'altro grosso appassionato di aerei, fa notare al direttore di gara che la posizione del velivolo, anche se piuttosto distante dal percorso, è potenzialmente pericolosa. L'osservazione è ineccepibile, i commissari spiegano che dovranno però rimandare l'inizio delle prove di qualificazione di una buona mezz'ora.
Lauda è irremovibile.
La sicurezza prima di tutto; e anche la sostituzione del suo motore.

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