Le gomme le faccio io


Di Regazzoni se ne possono dire tante; che perse un mondiale praticamente vinto, che non resse il confronto con il compagno di squadra Niki Lauda, etc, etc.
Su una cosa però nessuno potrà mai obiettare: la sua voglia di vincere.
Regazzoni, Svezia 1978, quell'anno corre con una Shadow, non proprio la macchina migliore. A peggiorare la situazione ci si mette anche il principale fornitore di gomme: per i team minori non si è nemmeno sicuri di averle tutte della stessa misura; diametri, altezze, quelle robe lì.
Durante il primo giorno di prove al posto di quelle con la mescola nuova ne vuole con la vecchia, e per una strana combinazione ne ottiene quattro finalmente regolari. Esce con queste anche se non sono in teoria quelle più performanti: e stacca un tempo due secondi sotto il suo tempo precedente.
Regazzoni sbotta. Perché spendere un anno di test per migliorare di mezzo secondo quando con delle gomme perlomeno geometricamente corrette se ne guadagnano due? Adesso le gomme me le faccio io, basta analizzare quelle esistenti, prendersi qualche tecnico gommista disoccupato, coinvolgere il suo sponsor chimico, e gliela faccio vedere io.
Il progetto poi non si realizzerà, però quanto a grinta e determinazione...

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