L'incidente di Fangio


Juan Manuel Fangio vinse cinque titoli mondiali, tanti, soprattutto li vinse in un periodo in cui portare a casa la pelle era già una mezza vittoria.
Fu un pilota sempre al di sopra della macchina da lui guidata. Anche Ascari vinse tanto in quegli anni, ma rimanendo fedele sempre a una Ferrari. Anche Moss cambiò tante volte squadra, ma rimase un re senza corona. Fangio invece cambiava scuderia e vinceva.
Era uno preciso nella guida, grintoso con gli avversari, pignolo nella gestione della macchina, sapeva farsi amici i meccanici, con mance e complicità, e questi facevano di tutto per aiutarlo. Forse è anche per questo che raramente le macchine gli si rivoltavano contro, sempre ubbidienti a seguirlo sino alla bandiera a scacchi.
Solo una volta fu protagonista di un grave incidente. Ma quella volta di colpe la sua Maserati ne ebbe ben poche.
A quel tempo chi correva in Formula 1 aveva tempo e passione per partecipare a tutta una serie di corse satellite; anche perché gli ingaggi non erano quelli di oggi, e la maggior parte dei guadagni derivavano dai premi per certe gare cosi dette minori.
Il buon Juan era uno sensibile a certi discorsi, così accetta di partecipare a una gara fuori campionato a Belfast, nonostante la quasi contemporaneità di un altro evento a cui nel frattempo ha dato l'adesione, a Monza. Due località non proprio dietro l'angolo tra di loro.
Sfiga vuole, e in certi casi si sa una puntatina lei la fa sempre, che Fangio a Parigi perda la coincidenza dell'aereo. Quindi? Quindi si fa in macchina da Parigi sino a Monza e, anche se di nome fa Juan Manuel Fangio, arriva poco prima della partenza, stanco come un cammello, giusto giusto in tempo per piazzarsi in ultima fila.
La gara parte, subito la sua indole da vincente prende il sopravvento su ogni ragionamento: testa bassa e un unico obiettivo, arrivare davanti a tutti. Solo che la stanchezza e la mancanza di lucidità questa volta lo fregano, dopo pochi giri esce di strada, la macchina si impenna, si ribalta, lui viene sbalzato dall'abitacolo. Gran brutta botta.
Sarà da considerare come uno dei pochi incidenti della sua carriera, ma la pelle la portò a casa per un pelo, e ci metterà quasi un anno per riprendersi dalle ferite.

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