Pendolare in F1


Venerdì sera, Gp Belgio 1978, è la prima uscita della Lotus 79, ed è già dominio assoluto.
Mario Andretti è davanti a tutti, talmente tanto che pensa di rinunciare alle prove del sabato per prendersi il Concorde la sera stessa del venerdì, cercare di qualificarsi alla 500 miglia di Indianapolis e tornare la domenica in tempo per la gara. Si sa, a Indianapolis le qualifiche sono spalmate su più week end e vige la legge del chi prima arriva meglio si accomoda.
Sin dall'inizio della sua carriera in F1 Mario è stato costretto a questa forma un po' sul generis di pendolarismo tra Usa e Europa, ma i tempi in questa occasione sono più ristretti del solito. Lui ha già fatto tutti i calcoli però, e tra voli di collegamento, tempi morti, coincidenze perfette e la velocità supersonica di quel mostro alato, dovrebbe farcela, dovrebbe... non è del tutto convinto nemmeno lui.
Colin Chapman non ci pensa nemmeno a opporsi, anche perché da qualche parte nel suo contratto è previsto che lui possa fare questo, però gli fa notare che forse mai come quell'anno ha la possibilità di portarsi a casa quel titolo mondiale che insegue da anni, e che l'unico esemplate di Lotus 79 ce lo ha lui a disposizione, e non il suo compagno di team.
Ha già vinto in Argentina, ma poi nelle gare successive le cose non sono andate come previsto, e in caso di problemi nella lunga serie di tratte aeree potrebbe addirittura dover saltare la partenza. Il ritardo dalla testa della classifica potrebbe aumentare e pronto ad approfittarne ci sarebbe anche il suo compagno di squadra, un certo Ronnie Peterson...
Ci pensa un po' su, non troppo a dir la verità, e decide di rinunciare.
La domenica demolirà la concorrenza e sarà l'inizio di una stagione trionfale per lui e la Lotus 79.

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