Quanti pensieri in testa


Quanti pensieri nella testa di un uomo solo, troppi; perché quando sono così tanti poi si accavallano, si deformano, assumono fisionomie e significati non previsti. Quanti pensieri, soprattutto se sei quasi un predestinato, un campione seguito da una nazione intera, al volante di una Ferrari, sempre e solo impegnato a raggiungere il traguardo che da sempre hai inseguito: essere il più veloce.
Troppi pensieri, anche se di nome fai Eugenio Castellotti, e stai facendo sognare mezza, anzi tre quarti, ma cosa dico? tutta l'Italia intera, perché non sei solo a voler e saper andar forte, e i tuoi compagni di squadra, Musso, Collins, sono i tuoi primi rivali; troppi pensieri, perché la storia con Delia Scala sta minando parecchie delle tue certezze, e non è andata proprio giù a nessuno di quelli che ti sono sempre stati vicino, famigliari e non; adesso ti sembra di aver intorno solo dei nemici, in pista e fuori.
Però devi provare, ritornare al volante, è il tuo lavoro, quello che hai sempre desiderato fare, devi scendere in pista, ed essere ancora una volta il più veloce.
Quelli che erano presenti quel giorno dicono che sarebbe stato meglio non esserci mai stati, tutti gli altri dicono che bisognava esserci.
Se ne dissero di tutti i colori su quel che successe sul circuito di Modena il 14 Marzo, si parlò di avarie meccaniche improvvise, di esplosioni di motore, cinghie di distribuzione impazzite a tranciare alberi di trasmissione e pompe dei freni, si disse che Ludovico si trovò senza freni e in folle in piena velocità alla esse Stanguellini.
Può darsi; però troppi pensieri giravano in quella testa.

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