Abbiamo scherzato...


Eppure una volta è successo. Quell'eventualità che probabilmente non compare nemmeno nel vocabolario dello zio Bernie - un po' come lo "scusa" per Fonzie - si è realizzata.
Spa, 1985, Belgio, il Gran Premio non si corre, tutti a casa, sarà per la prossima volta.
E non per cause così poi catastrofiche a ben vedere. Nel senso, è vero che all'atto pratico le macchine durante la seconda giornata di prove del sabato giravano una ventina di secondi oltre il tempo del venerdì, e non pioveva, il che basterebbe da solo come dato indicativo di una situazione sin troppo anomala. Però non ci furono di mezzo guerre mondiali o attentati come uno potrebbe pensare.
Questione di asfalto: il bitume utilizzato non reggeva, il mano appena rifatto del circuito di Spa si sbriciolava sotto le sollecitazione dei motori turbo. Non era il primo caso del genere e non sarebbe stato l'ultimo - Canada 2008 giusto per rimanere in tempi recenti - ma questa volta il problema sembrava irrisolvibile.
Il tempo di fare le prove del venerdì e le curve più impegnative del circuito di Spa erano ridotte a una serie di buche sterrate buona al massimo per correrci un rally, di certo non Formula 1 con motori turbo. E quindi, a malincuore, e per ragioni di sicurezza Bernie e gli organizzatori sono costretti ad abdicare di fronte alle richieste dei piloti.
Già a Dallas l'anno prima si era sfiorato l'annullamento, ma alla fine di riffa o di raffa si era corso lo stesso. Questa volta però non ci sono ragioni che tengano, non si può proprio correre, lo dicono tutti; Alboreto, Lauda, Prost, persino il giovane e rampante Senna.
Niente Gran Premio, perlomeno per quel fine settimana, e il tutto verrà recuperato - chiaramente con manto stradale rifatto - qualche mese dopo.

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