Fratelli coltelli

1977, Mosport, la gara verrà ricordata per parecchi avvenimenti: l'ultimo GP corso su quel circuito; la porta sbattuta da Lauda alla Ferrari durante le prove; la prima gara in Formula 1 di Gilles Villeneuve. Ma quella domenica non capitò solo quello.
Ci furono tanti e tanti incidenti, e non solo in gara.
La pista è una vera trappola, in prova Ian Hashley vola fuori a 290 Km/h e per un pelo non ci lascia le penne; in gara dopo pochi giri parecchi dei favoriti sono fuori o in grave ritardo: Schekter, Reutemann, Watson, Peterson. A giocarsela rimangono Mario Andretti e James Hunt.
I due tengono un ritmo insostenibile per tutto il resto del plotone, tanto che in breve doppiano tutti, eccetto il compagno di squadra di Hunt in McLaren, Jochen Mass.
Al sessantesimo giro i due arrivano alle spalle del tedesco, e il pensiero a quel punto è uno solo: vediamo adesso Mario come riesce a districarsi tra le due McLaren.
Infatti Mass alla curva Moss (gran gioco di parole, niente da dire) allarga un po' troppo costringendo Mario a mettere due ruote fuori dalla pista, e il compagno ne approfitta per passare l'americano all'interno. Solo che poi Mass deve rientrare in traiettoria e il doppiaggio all'inglese non riesce; pazienza, sarà solo rimandata di qualche curva.
Infatti il giro dopo Mass da bravo doppiato nonché diligente compagno di squadra, allarga di nuovo la traiettoria alla curva 3, Hunt vede un pertugio e ci si butta, logico no?
Non proprio, Mass - e qui le versioni sono un po' contrastanti, Andretti riferisce come Jochen abbia semplicemente perso il controllo della macchina, qualche fotografo riferisce che abbia dovuto chiudere per evitare di finire fuori di strada, Jochen dice di essere stato lui tamponato - e il campione del mondo in carica si toccano.
Risultato? James Hunt contro il guard rail e gara finita per lui.
Hunt poi non lo manderà a dire a nessuno; né a Mass, né ai commissari che cercarono di levarlo dalla pista e smettere di invaderla per insultare a gesti e a parole il tedesco ogni volta che la Mclaren numero due ripassava.

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