Non è un paese per simpatici


La Formula 1 non è un paese per simpatici, è un dato di fatto.
Le gag durante le interviste, i piloti buontemponi, quelli che sembrano lì per caso, che fingono di non capire le domande o forse non le capiscono veramente, quelli corrono con un paio di ruote in meno.
Guardiamo le ultime decadi, tanti campioni; praticamente tutti con la stessa carica di simpatia di un tostapane.
Raikkonen, Alonso, Schumacher, Hakkinen, Senna, Damon Hill, Jacques Villeneuve, Mansell, Prost, Lauda; solo Piquet era diverso.
Però chi se ne importa della simpatia se le annate sono come le ultime trenta.
E anche nella sfida all'ultima curva di quest'anno tra calimero simpatico ben voluto da tutti Felipe Massa e mister sicurezza di sè al limite e forse oltre dell'arroganza Lewis Hamilton alla fine ha prevalso il secondo.
Sarà una conseguenza dell'ambiente? O un requisito per dominare nell'ambiente?

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