Peccati di gioventù


Non è per niente facile, anche se ti chiami Ayrton Senna, e ti sei fatto un nome da invincibile nelle formule minori. Non è facile perché appena entri nel giro importante finisci per pestare i piedi a tanti senatori.
Dei brocchi a chi vuoi che importi quello che fanno, quelli se ne stanno buonini in fondo o, se proprio va bene, a metà gruppo: se invece sei un campione, di quelli veri, di quelli che nasce uno ogni decennio o giù di lì... allora devi stare attento.
Senna non sa, oppure semplicemente non gliene può fregare di meno. E' già nel mirino di parecchi suoi colleghi per alcune sue furbate in prova e in gara. Ma lo stesso non fa proprio niente per evitare certe critiche.
Zandvoort, Gran Premio d'Olanda, 1985, la sua Lotus Renault è un fulmine in prova. Certo ci mette parecchio del suo certo, ma quando c'è da sprigionare cavalli nel giro secco il motore Renault e il telaio Lotus lo supportano alla grande.
Solo che a volte il motore non regge, diciamo che in quegli anni la rottura di turbine e motore con fumo e fiamme è un classico.
Questa volta capita ad Ayrton nel bel mezzo delle prove, un botto e via di fumo bianco e fiamme. Senna guarda nello specchietto, si mette male, le fiamme sembrano decise, in quel momento sta affrontando la curva dietro i box, la Hugenholtz, dal nome del progettista del circuito, e guarda casa da lì parte una stradina per gli addetti ai lavori che porta al retro box. I pompieri lo vedono dirigersi verso l'imbocco della stradina, accorrono per domare le fiamme.
Peccato che lo scopo di Ayrton non sia quello di farsi spegnere le fiamme, ma piuttosto quello di rientrare ai box per salire sul muletto e rimettersi in pista. Risultato?
Una Lotus infuocata che irrompe nel retro box inseguita dai pompieri, e che solo quando i camion del team Lotus sono raggiunti si ferma, permettendo finalmente ai Vigili del Fuoco di spegnere l'incendio.
Per Senna ci saranno anche 5000 dollari di multa e una nuova valanga di critiche da parte di colleghi e giornalisti. Ma lui poi andrà comunque per la sua strada.

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