Trucchetti da genio


Jonathan Swift è famoso per un aforisma che nei secoli si è rivelato straordinariamente riapplicabile nelle più svariate situazioni:
"Quando nasce un genio lo riconosci perché tutti gli imbecilli si scagliano contro di lui."
O qualcosa del genere.
Ora, senza dare dell'imbecille a nessuno sia chiaro, questa storia ricorda quella del tizio con il casco giallo preso di mira per un anno intero e che alla fine ha vinto il campionato del mondo di Formula 1 2008 all'ultima curva. Ma ancora di più, me ne viene in mente un altro di genio, guarda caso sempre con un casco giallo
1985, Montecarlo, prove del sabato, Ayrton Senna sta iniziando a far capire al resto del circus e al mondo in generale quale sia la sua abilità sul giro secco. Siamo alla quarta gara del campionato e già due pole su tre sono state sue; oltre alla prima vittoria in Portogallo sotto il diluvio. Ovvio che a Montecarlo ci tenga a fare un figurone.
Per il tempo non è un problema, giro pressoché perfetto, e si mette il resto del gruppo alle spalle. Ma gli avversari su quel circuito sembrano particolarmente in forma; e si sta parlando di gente come Mansell, Alboreto, Rosberg, Lauda, Prost, Piquet. Insomma non i più lenti della storia.
Probabilmente la pole se la sarebbe aggiudicata lo stesso, ma per sicurezza Ayrton decide di mettere in pratica una tattica un po' sul generis. Dopo aver fatto il tempo rimane in pista per un paio di giri, non di più, ma sufficiente per aumentare quel traffico che a Montecarlo è il discriminate per siglare un buon tempo in qualifica.
Risultato? La pole è sua, ma parecchi piloti hanno un diavolo per capello.
Lauda, alla sua ultima stagione, scrolla la testa e si limita a definirlo un pilota da kart, Alboreto va giù molto più duro e gli da dell'imbecille.
Quest'anno le parole forse sono state diverse, ma le scene parecchio simili.

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