Già che ci siamo...


Già che ci siamo, già che si stanno levando coperte termiche, rifornimenti ai box, agevolando i sorpassi con ali da hot wheels, perché non se ne approfitta per abbandonare tutti quei disastrosi circuiti disegnati dall'architetto tedesco di Asterix e Cleopatra? E anche qualcun'altro non disegnato da lui.
Basta Sepang, Istanbul, Valencia poi non ne parliamone, Budapest, Shangai, il nuovo Hockenheim.
Rimettiamo Zeltweg, Zandvoort, il vecchio Hockenheim, il Paul Ricard vecchia maniera, Silverstone da 250 km/h di media, Watkins Glen. Mettiamone altri che potrebbe aiutare ad aumentare lo spettacolo: Laguna Seca, solo per fare un nome.
E' il momento buono per azzerare parecchie cose, e magari ci si potrebbe pensare un po' su anche sui circuiti.
Perché le piste rimangono, sono la spina dorsale di questo sport, la memoria storica, dettano le regole del gioco; sono le vere regole del gioco, sempre uguali per tutti, alla faccia di ogni bizzaria imposta dalla mente umana.

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