Il rettilineo


La Formula 1 non ha mai corso a Le Mans - sì occhei fece una tappa lì nel 1967, ma senza utilizzare il tracciato della 24 ore, quello con il terribile rettilineo dell'Hunaudières - per cui non ci fu mai l'occasione di correre lungo quei sette chilometri lanciati come missili in mezzo agli alberi.
Certo non è che se ne sentisse la mancanza di uno sparo del genere: Silverstone, Monza, Spa, Reims, giusto per citarne alcuni, non erano per nulla circuiti lenti, anzi.
Quello che però mancava era un rettilineo che, come per quello dell'Hunaudières, significasse da solo una pista intera. Ci volle il Paul Ricard.
Apparso nei prima anni settanta come il prototipo dei circuiti moderni, si fece riconoscere esclusivamente per una caratteristica particolare: il rettilineo del Mistral.
Milleottocento metri rettilinei in mezzo a un semi deserto, venti secondi e più con l'acceleratore al massimo, motori al limite della resistenza, e alla fine di quei due chilometri uno dei banchi di prova storici per ogni pilota di quell'epoca: la curva di Signes. Una destra veloce che solo pochi riuscivano ad affrontarla senza alzare il piede.
La leggenda parla che Ayrton Senna fosse in grado di percorrere quel tratto finale senza che si avvertisse la minima variazione di suono del motore, ma la leggenda non tiene conto di altri due piloti che quella curva la sapevano affrontare eccome. Due a caso: Keke Rosberg, che nel 1985 affrontando a 340 la curva di Signes alla fine del Mistral si prese una pole position da infarto; e Andrea De Cesaris, che anche senza mai siglare nessun miglior tempo lui a Signes il piede non lo alzava mai. Così, per principio.
Quel tratto di pista purtroppo ebbe però vita abbastanza breve. In seguito all'incidente mortale occorso a De Angelis nel 1986, il Paul Ricard si vide troncato della sua unica ragione di esistere. Niente più rettilineo del Mistral chilometrico, tracciato accorciato e curva di Signes non più quella di una volta.
Adesso è stato completamente ristrutturato, lo ha comprato nonno Bernie, è diventato un moderno e tranquillo circuito di test, con tante righe colorate sparse ai lati del tracciato stile pista per bambini. Carino, ma niente più cuore in gola o piedi pesanti.

Nessun commento:

Powered by Blogger.