Taxi driver


Danny Sullivan è uno dei piloti americani che si fecero un giretto in Europa senza far troppo rumore: né un Mario Andretti diciamo, ma nemmeno un Michael Andretti.
Fece la sua parte, considerando soprattutto il mezzo che ebbe a disposizione nell'unica stagione affrontata in Formula 1: 1983, Tyrrell Cosworth, in mezzo a una selva di turbo che proprio in quella stagione davano i primi segni di poter durare una gara intera. Addirittura nella gara fuori campionato di Brands Hatch, la Race Of Champions, riuscì ad arrivare a contendere la vittoria a Keke Rosberg guadagnandosi alla fine un ottimo secondo posto.
E' stato uno di quelli - anche Niki Lauda ebbe lo stesso destino - che pur provenendo da una famiglia decisamente benestante si è dovuto ingegnare per pagarsi gli esordi motoristici. Ha guidato le "yellow cab" di New York negli anni ottanta, ha fatto il boscaiolo, il cameriere e a tempo perso anche il modello.
Ma quello per cui sarà ricordato avviene alla 500 Miglia di Indianapolis del 1985.
Vince, e certo questo basterebbe per nobilitare tutta la sua carriera di pilota, ma in quell'occasione va oltre la semplice vittoria: compie una manovra che sarà etichettata da tutti con un nome ben preciso: la "Spin and Win".
Un maestoso 360 gradi in piena velocità tra la curva 1 e la curva 2 di Indianapolis, proprio dopo aver superato Mario Andretti e aver preso il comando della corsa a pochi giri dalla fine.
Nonostante quel giro su se stesso si ritrovò indenne in perfetta traiettoria, rientrò subito ai box approfittando delle bandiere gialle, cambiò le gomme, e uscì in tempo per ritrovarsi al comando negli ultimi tre giri e passare primo sotto la bandiera a scacchi.
Un vero capolavoro di tattica involontaria.

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