Un jeans e una maglietta


Gran Premio d'Austria 1985, siamo nel pieno delle voci di mercato, e voci anche grosse. Niki Lauda ha appena annunciato il suo ritiro dalle corse, il secondo e definitivo. Questo sta scatenando un travaso di piloti di dimensioni bibliche da una squadra all'altra.
Rosberg dalla Williams alla Mclaren, Piquet dalla Brabham alla Williams, De Angelis dalla Lotus alla Brabham. Niente di ufficiale ancora chiaro, però i segnali ci sono tutti.
In questo clima da grandi manovre, Keke Rosberg le sta tentando tutte in prova, ma proprio il tempo non viene; sperimenta assetti al limite della spanciata costante, scarica la sua Williams Honda più che può, ma non c'è verso di arrivare in prima fila.
Rientra ai box, ha il quarto tempo, in teoria ci sarebbe ancora tempo per fare qualche altro tentativo.
Scende dalla macchina, i meccanici cambiano le gomme, lui si dirige verso il retro box. I minuti passano, i controlli di routine sono stati fatti, la macchina è pronta per ripartire.
Rosberg si ripresenta in jeans e maglietta e sigaretta accesa alla faccia di ogni regole antincendio.
Ai giornalisti non sembra vero: la polemica è assicurata, Keke viene assediato da un nugolo di penne e microfoni.
- Non c'è nessuna polemica, semplicemente non c'è verso di migliorare il tempo con quella mia macchina, meglio guardare i miei colleghi dai box.

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