L'abbraccio


Ricardo Rodriguez, fratello minore di Pedro, occhi scuri, vispi e profondi, espressione di chi è stato messo sulla terra dal buon Dio per andare oltre ogni limite.
Qualche buona prestazione con le vetture Sport prima negli Stati Uniti, poi in Europa, ed Enzo Ferrari intuì la voglia irresistibile di velocità che c'era in quel piccolo messicano. Tant'è che, come fece molti anni dopo con Gilles Villenuve, si sentì di scommettere su di lui.
La gara del debutto in Formula 1 è a Monza nel Gp d'Italia del 1961, la gara della tragedia di Von Trips e del titolo a Phil Hill. Tutto questo però avverrà in gara, durante le prove c'è ancora spazio per essere positivi e pensare solo a correre.
E Ricardo corre, eccome se corre, con la Ferrari 156 "60 gradi" segna il secondo tempo assoluto, a soli tre decimi dal tempo di Von Trips alla guida di un "120 gradi" ben più potente.
La scena alla fine delle prove è quasi comica, perché quest'omone in bretelle e camicia bianca sembra quasi voler sollevare da terra nel suo abbraccio di gioia il piccolo messicano.
E' un abbraccio che testimonia quanto Enzo Ferrari fosse legato a Ricardo, ma sarà anche uno dei pochi: l'anno successivo Ricardo firma un contratto per guidare una Lotus del team di Rob Walker in seguito alla decisione di Enzo Ferrari di non iscrivere le sue monoposto nel Gran Premio del Messico non valido per il Mondiale piloti.
Durante il primo giorno di prove la sua Lotus si schianta contro il terrapieno nella curva "Peraltada", forse per il cedimento di una sospensione o semplicemente perché nella foga di guadagnare la pole position davanti alla sua gente Ricardo quella curva l'affronta con troppa velocità. Muore a poco più di vent'anni nella sua terra natale e davanti alla sua famiglia.
Questo fu uno dei terribili sfregi al cuore di Enzo Ferrari; altro che vittorie o campionati persi per uno o due punti.

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