Minuto più, minuto meno


Maurice Trintignant, soprannominato "Petoulet" o il "pilota gentiluomo", zio del famoso attore Jean Louis Trintignant; un altro con la carriera segnata in modo indelebile dalla seconda guerra mondiale che si portò via i suoi anni migliori.
Non si perse d'animo comunque, e appena finita la guerra riprese a correre ad alto livello, ebbe un incidente disastroso a Berna nel 1948 che lo tenne in coma per otto giorni, ma non era uno da mollare. Riprese a correre e partecipò in modo continuo al campionato del mondo di Formula 1 sin dal 1950.
Vinse due gare in Formula 1, ne vinse una con motore anteriore e una con motore posteriore, due edizioni del prestigioso Gran Premio di Montecarlo, nel 1955 e nel 1958: in pratica Montecarlo divenne la gara nel salotto di casa sua.
Ecco perché nell'edizione del 1960, quando Maurice Trintignant alla guida di una Cooper Maserati non riesce proprio a spiccare un tempo buono per qualificarsi, gli organizzatori decidono di allungare l'ultima decisiva sessione di prove di qualche minuto.
Non molto, ma abbastanza per permettere al padrone di casa di segnare il tempo di 1'35''91, migliore di cinque decimi rispetto a quello di Halford su Cooper Climax, nonché l'ultimo sufficiente per qualificarsi tra i sedici partenti.
Poi la gara di Maurice Trintignant durò solo pochi giri, ma la gara non poteva proprio partire senza di lui.

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