A scanso di equivoci


Quella domenica rimane una giornata storica, una di quelle che servono da riferimento per una generazione di appassionati: Digione 1979, GP di Francia. Per la maggior parte dei tifosi  quella gara sarà ricordata per l'incredibile duello finale tra Gilles Villeneuve e Rene Arnoux.
Insieme a questo ci fu però anche la non meno rilevante prima vittoria di un motore turbo nel campionato del mondo di F1, grazie a quel Jean Pierre Jabouille che, dopo aver passato un paio di anni a farsi pigliare per i fondelli nei circuiti di mezzo mondo con una macchina chiamata da tutti la caffettiera gialla, come nei migliori cartoni animati di Walt Disney si prese la sua grande rivincita nella pista di casa.
L'immediato dopo corsa fu un'ubriacatura solenne per tutti quanti: chi esultava per la vittoria Renault proprio in terra francese, chi dava pugni ai monitor per cercare di capire se quello che avevano combinato quei due là dietro non fosse frutto di un difetto di trasmissione del segnale televisivo. Come da regolamento le sei macchine prime classificate vengono portate nel parco chiuso per le consuete verifiche tecniche, ma ci si accorge subito che manca proprio la macchina del vincitore.
Ci si guarda un po' tutti negli occhi, i primi sguardi sospettosi iniziano a incrociarsi tra i giornalisti presenti.
Dov'è la Renault di Jabouille?
Molto semplice: per mettere a tacere sul nascere certe voci maligne che insinuavano una cilindrata di 2000 cc al posto dei 1500 regolamentari per il motore Renault Gordini turbo qualcuno in alto in casa Renault decise di anticipare le mosse obbligando i meccanici allo smontaggio del motore ancor prima di qualsiasi richiesta.
E zitti tutti!

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