Il mucchio selvaggio


Nel 1972, a Lou Stanley, patron della BRM, storica scuderia d'oltremanica, venne voglia di provare a forzare un po' la mano. Diciamo approfittare della presenza sulle sue vetture dello sponsor tabaccaio per eccellenza e fare un esperimento che a vederlo a distanza di quasi quarant'anni verrebbe da dire di statistica applicata alle corse automobilistiche.
Perché non proviamo a schierare sei macchine tutte insieme? Chissà che per qualche teoria statistica, e magari anche sociologica, i risultati non siano direttamente proporzionali al numero delle macchine schierate.
Così facciamo correre tutti insieme appassionatamente Peter Ghetin, Howden Ganley, Reine Wisell, Jean Pierre Beltoise, Jackie Oliver, Helmut Marko, e qualcun altro ancora. Come andò l'esperimento?
Non troppo bene direi. Anche se a vedere i risultati del team BRM in quell'inizio decade non si riesce a dare troppo torto al geniale Stanley: dopotutto Jean Pierre Beltoise dominò sotto l'acqua il GP di Montecarlo e segnò un risultato pieno nel casellino.
Ma quella vittoria fu solo un fuoco di paglia: il resto la stagione verrà ricordato soprattutto per il carico di lavoro sovrumano per i meccanici, e per il probabile record di ogni epoca di ritiri per un team in una singola stagione.

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