Prove di mondiale


Ne uscirà distrutto e affranto, ma avrà anche messo le basi per i cinque titoli mondiali che conquisterà in rapida successione negli anni seguenti.
Juan Manuel Fangio, in quella sfida finale per aggiudicarsi il primo titolo di campione del mondo di Formula 1 della storia, le provò tutte, sfruttando ogni possibilità concessa dal regolamento, e solo alla fine piegandosi all'evidenza dei fatti.
Alla vigilia della gara di Monza, ultima prova del campionato del mondo di Formula 1 del 1950, la situazione è quanto mai fluida: tutti e tre i piloti Alfa Romeo possono vincere ancora il mondiale. Fangio ha 26 punti, Fagioli 24, Farina 22. Le "tre F" sono tutte lì.
A movimentare le cose ci si mette anche Ascari, con una Ferrari che inizia a dare i primi segni di poter battere in pista la grande mamma Alfa Romeo.
Al via Farina parte al comando, Ascari lo segue a ruota, e lotta per tutta una serie di giri, riuscendo anche a prendere il comando prima di ritirarsi per la rottura di un cuscinetto. Fangio è dietro, e poco dopo il ritiro di Ascari è costretto ai box per problemi di temperatura dell'acqua: la diagnosi è impietosa, rottura del radiatore e ritiro.
In casa Alfa Romeo non lasciano finire così la faccenda: il regolamento allora permetteva il cambio di pilota in corsa, e quindi Piero Taruffi viene fermato per poter dare la sua Alfa a Fangio.
Il pubblico rumoreggia, ma Fangio è di nuovo in lotta. L'argentino si porta al secondo posto, il mondiale sembra definitivamente nelle sue mani, ma dopo pochi giri anche quella macchina da segni di problemi al motore. Secondo ritiro per Fangio; e a quel punto le Alfa da utilizzare per ripetere il giochetto non ce ne sono più.
Il titolo del 1950 andrà a Nino Farina; ma per Juan Manuel Fangio ce ne saranno occasioni per rifarsi e lui le saprà cogliere tutte.

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