Sotto vuoto

Allora il concetto di depressione economica era teoria da libro di storia, un qualcosa con cui si era sicuri nessun essere umano si sarebbe mai più scontrato; adesso che siamo nel 2009 dovessimo leggere una notizia del genere forse non ci sconvolgerebbe più di tanto.
Prima sessione di prove della prima prova del campionato del mondo di F1 1987, Gp del Brasile circuito di Jacarepagua, una padella rovente su cui correre un Gran Premio. Christian Danner è il primo a uscire dai box al volante della sua Zakspeed; non un filo di vento, non una nuvola se non a immaginarsela; solo luce accecante.
Non solo, il prezzo medio di un biglietto è proibitivo per la stragrande maggioranza della popolazione brasiliana. E durante quel primo giro di riscaldamento della sessione del venerdì mattina le tribune sono vuote, proprio vuote, nessuno, in nessun punto della pista.
Tanto evidente la situazione che Danner finisce per percorrere tutto il giro a velocità ridotta fregandosene di assetti e traiettorie, ma solo curiosando sugli spalti per individuare un essere umano capitato lì, magari per sbaglio.
Invece niente: solo il nulla.
Immagini e concetti che a distanza di venti anni o poco più potrebbero diventare paurosamente reali anche da noi.

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