Da quarto a primo in un paio di giri


Quando gli dissero che aveva vinto, se ne stava a cavalcioni della Lotus del compagno di squadra Peter Arundell.
La gara di Jim Clark non era stata delle migliori. Non sentiva il telaio; la giornata storta può capitare a tutti. Per concludere in bellezza era anche rimasto senza benzina durante il giro di rientro dopo aver tagliato il traguardo. E a Spa se rimanevi a piedi la strada da fare per rientrare ai box era veramente tanta. Per questo aveva accettato il passaggio di Arundell.
L'ultimo cartello dai box Lotus lo dava come quarto. E lui se ne uscì con una risata incredula quando poi lo invitarono ad andare verso il podio.
Durante quel Gp del Belgio del 1964 a Spa accadde che Dan Gurney dopo aver dominato per tutta la gara si trovò fermo a bordo pista senza benzina a due giri dalla fine. Riuscì a inserire la riserva - allora funzionava così - in modo da ripartire e rientrare ai box. Solo che non servì a nulla; perché? Perché quelli della Brabham avevano finito la benzina; non era previsto nessun rifornimento. Si scoprì poi che Gurney aveva ancora 12 litri nel serbatoio e il guasto era alla pompa della benzina.
Nemmeno il tempo di rendersi conto di essere a pochi chilometri dalla vittoria che anche Graham Hill su Brm subì la medesima sorte; benzina finita, o meglio pompa della benzina che non pescava bene dal fondo del serbatoio.
Ma il bello doveva ancora succedere.
Bruce Mclaren, su Cooper quell'anno, ereditò la testa della corsa ma la cinghia dell'alternatore si spacca e la batteria si scarica in poche centinaia di metri: macchina muta. Cercò lo stesso di arrivare al traguardo sullo slancio e approfittando della discesa, ci provò in tutti i modi anche finendo per picchiare la testa sul volante e procurarsi un taglio sulla fronte. Ma non poté evitare di essere raggiunto e superato dalla Lotus di Clark; quel giorno meno invincibile di tanti altri, ma di certo con quel goccio di benzina in più.

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