Galleria del vento usa e getta


Non che la macchina fosse proprio un bidone completo; però qualcosa non andava ancora. E persino uno come Niki Lauda non sapeva proprio che pesci pigliare per tirar fuori quel qualcosa che mancava.
Il motore, il 12 cilindri Alfa Romeo Boxer, finalmente sembrava mettere a disposizione tutta la potenza che serviva, e nelle prime due gare in Brasile e Argentina era migliorato anche sotto il profilo dell'affidabilità.
Non era lì il problema, era qualcosa legato all'equilibrio della vettura.
Durante una sessione di prove organizzata dal team Brabham dopo i primi due Gran Premi della stagione Lauda esce di pista, niente di grave, una fila di reti divelte e il musetto leggermente danneggiato.
Niki riesce a rientrare in pista, però i flap anteriori della sua Brabham non ci sono più. Il resto della macchina sembra a posto.
Lauda decide di schiacciare per accertarsi di eventuali altri danni. Niente, sembra tutto occhei, ma non solo, la macchina risulta quasi più stabile senza le due ali anteriori. Niki passa davanti ai box, ma preferisce non fermarsi, compie un altro giro per accertarsi delle sue sensazioni.
Finalmente rientra. I meccanici intuiscono dallo sporco l'uscita di strada, vanno a prendere un musetto nuovo.
Lauda fa segno di no con la mano, Gordon Murray, il progettista infila il jack nel casco per parlare con Niki. I meccanici aspettano con il musetto in mano.
Murray annuisce, Ecclestone si avvicina per capire cosa sta succedendo. Parlotta con Lauda e poi con Gordon Murray. Poi se ne va visibilmente soddisfatto.
Senza stare a spendere soldi in galleria del vento la modifica tanto ricercata è stata trovata.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Nel 1979 la Brabham non montava un motore boxer Alfa, ma il nuovo V12 a 60°, costruito appositamente per permettere a Murray di costruire una vera Wing-car (cosa impossibile con un boxer).

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