Medaglia, medaglia, medaglia...


In fondo se ci si pensa potrebbe anche risultare divertente.
Per anni e anni non spostano una virgola del regolamento, centinaia di riunioni inconcludenti per arrivare a conclusioni trite e ritrite che sanno di paura di toccare un giocattolo perfetto. E adesso nel giro di pochi mesi fai fatica a riconoscere la Formula 1 dalla stessa serie di gare che a inizio novembre ha avuto il suo ennesimo epilogo di stagione entusiasmante dalle parti di Interlagos.
L'ultima è la storia delle medaglie, una cosa che in fondo a tutti sembrava solo l'ennesima idea visionaria - per non dire di peggio - di Bernie Ecclestone. E invece eccola servita da subito.
Passata la prima fase di shock - almeno per uno che avrebbe persino vietato gli alettoni a fine anni sessanta - in sostanza credo che la faccenda non si discosterà molto dai tempi in cui, nei primi anni ottanta, i piloti erano costretti a scartare i peggiori piazzamenti. Il migliore ha vinto e vincerà comunque.
A questo punto rimane solo spazio per l'ultima temuta e sconvolgente - perlomeno per me - modifica al regolamento: la riduzione della durata delle gare.
Trent'anni e passa che seguo i Gp e ogni volta mi sembrano troppo corti.
Un'ultima osservazione. A tutti i siti e testate giornalistiche che ricordano come con il nuovo regolamento il titolo 2008 sarebbe andato a Massa; siamo proprio tutti certi che a Interlagos 2008 il Lewis avrebbe fatto una gara così scialba in caso di vittoria necessaria?

Nessun commento:

Powered by Blogger.