Non mollare mai


Decimo, a 18 giri del vincitore. Un disastro verrebbe da dire. Considerando poi che Consalvo Sanesi era alla guida di una Alfetta 158 - in quegli anni la macchina da battere - altro non viene proprio da dire.
Sanesi però era un cuore Alfa Romeo, proprio come la pubblicità di adesso. Collaudatore e pilota da una vita nelle file della grande casa milanese. Talmente apprezzato dai vertici Alfa che in nella stagione 1951 venne convocato per gareggiare al fianco dei grandi - Fangio, Farina e Fagioli - in un paio di Gran Premi del campionato del mondo di Formula 1.
In Svizzera, nel circuito del Bremgarten a Berna, sfiorò il podio, arrivando quarto. E durante un'altra di queste sue apparizioni - il Gp di Francia e d'Europa del 1951 a Reims - fece capire al mondo intero quanto per lui fosse importante indossare quella divisa e guidare quelle macchine rosse.
Quando la sua Alfa 158 si ammutolisce a pochi giri dal traguardo, non si perde d'animo, scene e inizia a spingere. Un chilometro emmezzo; non qualche metro, millecinquecento metri a spinta. Contati uno per uno, sino ad arrivare a passo d'uomo - nel vero senso della parola - a tagliare il traguardo con la sua Alfetta.
Perché le cronache a distanza di più di mezzo secolo possano ancora recitare: quattro Alfa Romeo alla partenza e quattro all'arrivo.

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