Scherzi da gaucho

Ce lo ricordiamo tutti come il "Gaucho triste", quello sempre scontento, psicologicamente vulnerabile. Una volta smesso i panni del pilota, Carlos Reutemann rivelò però anche altri aspetti del proprio carattere. GP del Sud Africa 1985, il giorno prima della gara il pilota designato per guidare l'auto medica al seguito del plotone delle monoposto si rende indisponibile. Sid Watkins, storico medico al seguito dei Gran Premi, deve trovare qualcuno disposto a sostituirlo. Mentre pensa a qualcuno con delle capacità di guida sufficienti per svolgere un tale compito, incrocia Carlos Reutemann. Non è molto convinto di ottenere una risposta positiva, però ci prova lo stesso. Sorprendentemente, per Watkins, Carlos accetta volentieri.
Bernie Ecclestone mette a disposizione un paio di auto - due berline parecchio potenti - da provare. Carlos sale sulla prima insieme a Sid Watkins, e si catapulta in pista per farci un giro di prova. La grinta di Carlos però appare subito un po' eccessiva, alla esse veloce di ritorno del circuito di Kyalami la macchina perde completamente direzionalità tagliando per terre, sabbia e cordoli. Carlos mormora una parola che somiglia vagamente a un "shit" ma non perde il suo aplomb.
Al rientro ai box, la povera macchina perde liquidi e fumi da ogni angolo. Reutemann alza le spalle, guarda dubbioso il dottor Watkins:
- Proviamo quell'altra. 
Anche il secondo giro di test è sul tipo del primo. Solo che al ritorno ai box la macchina sembra intatta. La scelta sull'auto da utilizzare è fatta.
Il giorno della gara Carlos Reutemann si fa trovare puntuale mezz'ora prima della partenza pronto per salire in macchina con il dottor Watkins e un secondo medico. La macchina scelta con tanta cura però non parte più. Non manca molto alla partenza ormai; nonostante tutti i tentativi di rianimarla l'auto non vuole saperne di accendersi. Mancano ormai solo una decina di minuti. Urge una soluzione estrema; e non c'è tempo ormai per chiedere aiuto a Ecclestone.
Carlos inizia a correre verso un parcheggio a poche decine di metri da loro. Scruta all'interno dei finestrini di una decina di macchine, finalmente trova una station wagon con le chiavi nel cruscotto. Chiama a gran voce il dottore e il suo aiutante. Tutto l'attrezzatura medica viene trasportata nel bagagliaio della famigliare in pochi minuti; in breve una station wagon saetta in senso contrario nella corsia box per raggiungere la propria postazione alle spalle di tutti i piloti. L'auto medica alla fine partirà regolarmente alle spalle del gruppo; non compierà proprio tutto il giro come di consueto, ma per fortuna non ce ne sarà bisogno. La station wagon sarà rimessa nello stessa esatta posizione e l'ignaro benefattore si troverà sul parabrezza un biglietto di ringraziamento autografato Carlos Reutemann.

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