Cittadino del mondo


Bella gara per Eddie Cheever quel giorno. Si correva a Detroit, il circuito era praticamente una serie di curve a gomito raccordate - per chi se lo ricorda quello del Renaissance Center che costeggiava il lago - l'anno era il 1982, lui guida una macchina a motore aspirato, e nemmeno delle più competitive, anzi; però quella domenica approfittando di parecchi incidenti e facendo pochi errori Eddie Cheever riesce a portarsi a casa un secondo posto che sa tanto di miracolo.
La gara era stata una corsa al massacro di 70 giri, il tempo impiegato dal primo classificato per percorrerli quasi pari al tempo massimo di due ore ammissibile per una gara di Formula 1: 1 ora e 59 minuti. Caldo e asfalto sconnesso avevano chiuso il cerchio delle condizioni sfavorevoli.
Sul podio comunque Eddie, americano di nascita, italiano d'adozione, è festeggiatissimo, quasi più del vincitore John Watson su Mclaren.
Un giornalista italiano gli si avvicina dopo la cerimonia, gli chiede se sul podio si è considerato più italiano che americano, lui taglia corto:
- Mi considero solo un pilota molto stanco.

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