Marketing inverso


Nei paesi in cui la legislazione locale vieta le sponsorizzazioni di tabacco, li hai sempre visti inventarsi di tutto pur di non perdere l'identità del marchio.
Eppure c'è stato un caso in cui le multinazionali stesse si sono auto-censurate pur di non far riconoscere il proprio simbolo riprodotto su una vettura di Formula 1.
Nel 1985 l'ultima prova del campionato del mondo si corre a Kyalami, in Sud Africa, non è una novità, anzi ormai è un classico, solo che per quell'anno la protesta mondiale contro la politica d'apartheid applicata dal governo di quel paese monta più che mai.
Si parla addirittura di boicottaggio, da parte di interi team, o singoli piloti. Renault e Ligier decidono di non partecipare alla trasferta su invito del ministro francese dello sport. Alan Jones si dà malato all'ultimo momento per compiacere il proprio main sponsor Beatrice, terrorizzato da possibili ritorsioni da parte del consumatore medio americano.
Alla fine Bernie Ecclestone al solito sistemerà un po' tutto il carrozzone alla bell'è meglio, e la gara partirà comunque.
Però capita, anche senza essere in Germania o Gran Bretagna, storiche roccaforti del proibizionismo pubblicitario, di vedere alcuni marchi storici - Marlboro, Barclay, Beatrice appunto - oscurarsi di proprio pugno per paura di essere associati dai consumatori a certe politiche razzistiche.

Nessun commento:

Powered by Blogger.