Un avvio problematico


Domenica pomeriggio a Monza fa un gran caldo e non trovi posto in tribuna nemmeno per un mazzo di chiavi. E' una di quelle giornate di settembre in cui le quattro stagioni ti passano sopra nel giro di una decina di ore; dall'inverno profondo della notte, all'estate afosa del primo pomeriggio.
Diciotto Formula 1 accendono i motori, il ruggito è impressionante, tutti sono pronti per la partenza, l'adrenalina è a mille. La procedura di partenza prevede che le macchine si fermino compatte un paio di centinaia di metri prima della linea di partenza, quello che in inglese viene chiamata "dummy grid". In pole il maestro Jim Clark su Lotus, dietro tutti gli altri,Brabham, Amon, Gurney, Hulme, Stewart, Hill, Surtees, sono pronti per mordere l'asfalto.
Tre minuti al via.
Sulla Cooper di Rindt il motore non dà segni di vita, la batteria a terra. In trenta secondi gliela sostituiscono, il motore Maserati della sua Cooper finalmente si accende, anche lui sarà della partita.
Trenta secondi al via.
Lo starter si prepara con la bandiera tricolore sul palco a lui riservato.
La procedura corretta sarebbe che a quindici secondi dal via un commissario segnali ai piloti in prima fila di avviarsi lentamente verso la linea di partenza, gli altri di conseguenza si dovrebbero accodare; una volta arrivati alla linea, passati cinque secondi, la bandiera tricolore alzata e abbassata darebbe il via alla gara.
Qualcosa però non va, sono passati già 25 secondi e nessun segnale è ancora stato dato. Nel briefing pre-gara non c'è stato nessun accenno che la procedura sarebbe stata diversa da quella consueta. Qualche pilota però inizia a pensare che per questa volta la "dummy grid" non sia da considerarsi come valida.
I trenta secondi sono ormai passati, un commissario sventola una bandiera verde, dovrebbe essere il segnale di muoversi, sì, è quello, lo starter arrotola quella tricolore di partenza.
Clark lascia la frizione molto delicatamente, ma i motori intorno a lui sembrano tutti al massimo, pronti per la partenza vera e propria; altro che avvicinamento alla linea di partenza. Jack Brabham molla deciso la frizione, le gomme pattinano fumanti, Gurney e Mclaren, anche loro si avviano lasciando pattinare le gomme vistosamente, Clark attende un segnale dallo starter ed è a meta strada dalla linea di partenza, ma si ritrova inghiottito dal gruppo a ruote fumanti e motori al massimo, Amon partito anche lui deciso rischia quasi di toccare la Lotus. Nella concitazione il motore della Ferrari raggiunge un numero di giri - 14000 giri - tale da danneggiarlo irreparabilmente, Gurney all'ultimo riesce a sterzare all'ultimo ed evitare di tamponare la Ferrari.
Brabham, Mclaren e Gurney sono già ben oltre la linea di partenza, il resto del gruppo, come uno stampede di cavalli imbizzarriti, segue a ruota.
Lo starter nel panico in pochi attimi alza e abbassa la bandiera tricolore, la gara in qualche modo parte.
Ci penseranno poi i rettilinei di Monza ad appianare la situazione, ma lo stesso, che fatica questa partenza!

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