Gara monomarcia


Certo, che stare a santificare un tipo come Michael Schumacher per un secondo posto suona un po', anzi tanto, strano. Però l'impresa valse come se non più di tante sue vittorie ottenute con apparente facilità.
Spagna 1994, Barcellona, è l'anno del suo primo titolo mondiale con la Benetton, quello conquistato contro squalifiche e bandiere nere; e anche contro la ruota del povero Damon Hill in occasione dell'ultima prova del campionato in Australia.
Durante quel Gp di Spagna percorse duecento chilometri con solo una marcia, la quinta, una cosa che suscitò anche parecchi commenti polemici fra gli addetti ai lavori.
"E stata la sua corsa piu' bella", commentò Flavio Briatore, direttore della Benetton Ford.
"Se Schumacher puo' disputare una tale gara con la sola quinta marcia, allora noi possiamo restarcene a casa", esclamò quasi sarcastico Frank Williams.
Nei primi dieci giri sembrava il solito copione: la Benetton di Schumacher in fuga a infliggere distacchi abissali agli altri concorrenti. Poi il guasto al cambio, e duecento chilometri - e due pit stop! - effettuati con solo quella marcia. Non solo, per ben tredici volte riuscì in quelle condizioni a ottenere un tempo migliore della Williams di Damon Hill che aveva tutte e sei le marce
Più voci malignarono di un'altra marcia - bassa - a disposizione del tedesco. Lui e quelli del team Benetton negarono quest'eventualità, e lodarono invece le doti del motore Ford Cosworth in una delle sue ultime versioni.
Balla clamorosa o impresa leggendaria? Boh, una o due marce rimane comunque sempre una di quelle imprese da raccontare ai nipotini.

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