La staffetta


C'è un villaggio in mezzo alla Francia, e nei dintorni dei primi anni sessanta era un crocevia quasi obbligato per chi volesse recarsi da Maranello a Le Mans o a Spa.
Il paesino si chiama Pont d'Ain, sull'omonimo fiume, a non troppa distanza dal confine italico.
In questo villaggio c'era un ristorante - sinceramente non so ce c'è ancora - con un ampio e comodo parcheggio davanti all'ingresso.
Se foste stati commensali di questo ristorante in quegli anni, in una giornata di giugno, avreste potuto trovare questo parcheggio completamente occupato da bisarche rosse.
Erano tutte della squadra Ferrari.
In quello spiazzo regolarmente avveniva un'operazione che adesso farebbe sorridere molti, ma che allora era praticamente obbligatoria per mantenere i costi entro un limite ammissibile. Il trasferimento dei ricambi, attrezzature, materiali dal camino che rientrava dal Gp del Belgio di Formula 1 a quelli che si stavano dirigendo verso Le Mans per disputare la massacrante corsa di 24 ore.
Una cosa che potrebbe ritornare magari d'attualità con il famigerato tetto imposto da Mosley.

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