Poche regole ben chiare


Carlo Pintacuda, era siciliano di nascita, ma fiorentino di adozione, fu uno dei migliori piloti Alfa Romeo negli anni 30, nella sua carriera tra l'altro vinse due volte la Milla Miglia. Un pilota che sulla lunga durata sapeva farsi valere, ma che di fronte al "maestro" inevitabilmente non seppe mai reggere il confronto.
Durante la Coppa Ciano del 1936, corsa sul circuito del Montenero dalle parti di Livorno, si rese conto che i freni della sua Alfa Romeo non funzionavano a dovere. Era impossibile guidare la macchina in quelle condizioni: in pochi giri si ritrovò ultimo.
Nel frattempo Tazio Nuvolari suo compagno di squadra rientrò ai box con l'albero della trasmissione della sua macchina ormai inservibile. Chiese un'altra auto per poter riprendere la corsa: addirittura arrivò a minacciare di lasciare la squadre se non gliene avessero fornita una.
Tre giri dopo Pintacuda rientra ai box lamentandosi della pessima situazione dei suoi freni.
Nuvolari non ci pensa due volte: salta sulla macchina di Pintacuda. Qualcuno gli ricorda che la macchina ha dei problemi ai freni.
- Non servono i freni per andara forte...
Questa fu la semplice risposta di Tazio Nuvolari.
Il mantovano tenne fede a questa frase rimontando sino al secondo posto tutti gli avversari, Auto Union comprese, e quando Varzi al comando si ritrovò senza freni, nessuno poté negargli una vittoria che sapeva tanto di impresa storica.
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