Prove libere


Gp di Francia 1959, a Reims, circuito stradale, cioè tratti di strada ordinaria che solo in occasione del fine settimana di gara venivano chiusi in modo da formare un circuito. Un po' come a Spa.
Quell'anno fa molto caldo; talmente caldo da dissolvere l'asfalto in alcuni punti della pista. La preoccupazione maggiore per il direttore di corsa Toto Roche è quella di mantenere lo stato dell'asfalto decente sino al termine della corsa.
A questo scopo istituisce il divieto assoluto di provare al di fuori delle sessioni di prove pre definite.
Capita però che al sabato pomeriggio i meccanici Ferrari debbano assolutamente provare una modifica effettuata alla vettura di Olivier Gendebien. Lui non è presente in quel momento, è disponibile però il compagno di squadra Phil Hill. Solo che quest'ultimo ha ormai portato casco e occhiali in albergo, per cui chiede in prestito un casco a Dan Gurney.
Hill si porta quatto quatto sul circuito, e da Reims, attraversando il paesino di Thillois, riesce a fare un giro completo e a provare la modifica.
Il direttore di corsa Toto Roche è in corsia box per controllare che solo i locali transitino su quel tratto di pista, e anche a una velocità ridotta, ed è facile immaginare la sua rabbia quando in mezzo alle tranquille vetture cittadine si vede sfrecciare sotto il naso un affare rosso a più di duecento chilometri all'ora.
Riconosce il numero della Ferrari di Olivier Gendebien e il casco di Dan Gurney.
Il giorno dopo Roche se la prende con Gendebien, il quale ovviamente cade dalle nuvole:
- Non ero io, non ero nemmeno in città ieri pomeriggio.
Si dirige allora verso Dan Gurney, solo per trovarsi di fronte il suo sorriso tranquillo:
- Non mi sono più seduto su una Ferrari dalla fine delle prove.
Phil Hill annuisce a qualche metro:.
Il mistero non sarà mai svelato; e la domenica l'asfalto si scioglierà letteralmente a causa della temperatura rovente e dei 50 giri del Gp di Francia.

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