Tocca parlarne


Tocca parlarne dunque, speravo di non doverlo mai fare, ma quella che era nata come una partita a scacchi sta diventando un match di wrestling tra lottatori ubriachi.
Parliamoci chiaro: quando l'accordo non si trova la colpa è da ambo le parti.
La FIA ha portato alla pazzia tutti con i suoi continui cambi regolamentari, tutti: addetti ai lavori, tifosi e giornalisti. Il Budget Cap è solo la punta dell'iceberg di una serie di proposte, o peggio ancora decisioni, praticamente unilaterali; una roba da pensare a intenzioni che definire malevoli è poco.
La Ferrari ha ingoiato la faccenda del diffusore e del Kers, lo ha fatto con la tranquillità e la potenza del suo ruolo in Formula 1. Adesso però ha deciso di alzare la voce.
Forse però questo scontro è proprio quello che Mosley vuole: finalmente trovare il modo di levarsi dai piedi un interlocutore troppo potente. Basta pensare al patto della Concordia e agli accordi più o meno segreti siglati solo con il team di Maranello. Troppo ingombrante la Ferrari.
Probabilmente la Formula 1 andrà avanti comunque anche senza Ferrari - Red Bull, Toyota e Renault si dimenticheranno dopo due mesi - in che modo lo farà non si può sapere. Le griglie di partenza saranno piene di nomi come Lola, Arden, Team SpeedX, Team SpeedY, etc... il team più titolato probabilmente sarà la Brawn Gp. Quanto potrà andare avanti una serie del genere?
Tanto forse, basta che ci si renda conto che limitare le spese significherà anche limitare gli introiti.
La Ferrari continuerà a esistere e a essere una specie di sogno su quattro ruote. Esiste Le Mans, esiste Indianapolis, esistono altre serie che non aspettano altro di avere una Ferrari alla partenza per uscire da un limbo eterno, potrebbero nascerne nuovi di campionati.
Quello che è certo è che finché ci sarà carburante per correre, un affare in rosso con un cavallino nero su sfondo giallo, in qualsiasi forma e posizione, comunque lo si vedrà su una pista.

Nessun commento:

Powered by Blogger.