Aereoplanini vincenti


E' interessante notare come Ferrari, ostinato a non voler mettere i buoi davanti al carro alla fine degli anni cinquanta - ovverosia abbandonare il suo tanto amato motore anteriore - non ci pensò due volte ad abbracciare la nuova moda degli alettoni un decennio dopo.
I primi furono praticamente esperimenti tra appassionati, e l'artefice di quella che effettivamente risultò poi una rivoluzione epocale nella storia della Formula 1 fu un personaggio che poco aveva a che fare con il mondo della Formula 1 e soprattutto con la Ferrari.
Il suo nome era Kiki Guglielminetti; oltre a vincere un campionato del mondo con la Guzzi 250, aveva la passione per il modellismo aeronautico. E per queste sue conoscenze su ali e flussi d'aria, entrò in Ferrari come consulente aerodinamico verso la fine degli anni sessanta.
Il suo cavallo di battaglia senz'altro fu l'alettone tipo "Zandvoort", con la tipica forma a delta. Quello montato al posteriore anche sulle Ferrari campioni del mondo a metà degli anni settanta.
All'inizio venne guardato con sospetto dai responsabili della squadra, e anche da Ferrari stesso, ma in poco tempo, dopo che i primi rudimentali tentativi di alettoni sulla Ferrari 312 di Chris Amon portatono alla demolizione di ogni record della pista di Fiorano, divenne una figura rispettata e indispensabile all'interno del reparto corse.

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