Commentatore sincero


Noi abbiamo Ivan Capelli: va benissimo per carità, è comunque uno che riesce quasi sempre a risultare interessante e a far sì che quel gran parlare sopra i motori non dia solo noia.
Alla fine degli anni settanta la BBC affiancò a Murray Walker, lo storico telecronista di corse automobilistiche per gli spettatori inglesi, niente meno che James Hunt, campione del mondo 1976 e fresco ritirato dalle competizioni dopo aver capito che la voglia di correre ormai non esisteva più.
Gli inizi di Hunt come commentatore televisivo furono assolutamente in linea con la fama che sottolineò tutta la sua carriera di pilota.
Alla sua prima telecronaca, durante l'International Thropy a Silverstone, si presentò con una gamba rotta frutto di una caduta sugli sci dopo una discesa sulle piste innevate con i livelli alcolici sopra ogni norma. Non solo, finita la gara Murray Walker chiese a James cosa ne pensasse del suo nuovo ruolo da telecronista. La sua risposta fu al solito sincera:
- Solo un mucchio di stronzate.
Alla seconda apparizione, Hunt pensò bene di portarsi in cabina di commento una bottiglia di vino. E per tutta la gara non mancò di commentare ogni singola azione di gara e pilota, ampliando il campo delle osservazioni anche oltre le specifiche qualità di guida. In particolare chiamò Jean Pierre Jarier "un French Wally" (un idiota, stupidotto francese... una roba del genere) "...è sempre stato così e lo sarà sempre".
Promettente come inizio.

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