Il vizio del boscaiolo


Il "boscaiolo" Ken Tyrrell, era sempre alla ricerca di nuove soluzioni per migliorare le prestazioni delle sue monoposto - ci ricordiamo tutti l'esperimento P34 a 6 ruote del biennio 1976/77 - ma fu anche spesso alle prese con budget scarsi se non addirittura inesistenti.
Durante le prove del Gran Premio USA del 1982, a Las Vegas nel parcheggio del mastodontico Hotel-Casinò Caesar Palace, un giornalista lo sta intervistando; la domanda è sulle qualità del giovane talento in forza alla sua scuderia: l' italiano Michele Alboreto.
Lui se ne uscì con una considerazione che testimoniava in pieno la sua ammirazione per Michele: avrebbe potuto diminuire di molto il peso della macchina di Alboreto eliminando completamente l'impianto frenante, in quanto i meccanici alla fine delle prove, smontando e controllando la monoposto, avevano constatato la mancanza di usura dei freni.
Il Gran Premio lo vinse poi Michele Alboreto che partiva col terzo tempo e ottenne anche il giro più veloce in gara. Non solo: le Tyrrell in quella stagione furono le fra le poche vetture spinte da un motore Cosworth aspirato a essere in grado di lottare contro lo strapotere dei motori turbo.
La “mania” delle vetture sotto peso non abbandonò mai Ken Tyrrel: nel 1984, riuscendo a costruire monoposto leggerissime, le fece correre costantemente sottopeso grazie allo stratagemma di fermarsi negli ultimi giri per un rabbocco di "piombini", e tornare così al peso minimo consentito dal regolamento alla pesatura di fine gara.
Il trucchetto però venne scoperto, e furono tolti alla squadra tutti i piazzamenti maturati in quella stagione.

(pensato e scritto da Telespalla Blog)

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