La gara perfetta


In Formula 1 non ebbe molte occasioni di mettersi in mostra; Roberto Guerrero, colombiano di Medellìn, al volante di Ensign e Theodore, non riuscì nel biennio 1982-83 a confermare le qualità che pure aveva dimostrato nelle formule minori europee, anche e soprattutto per la scarsa competitività delle monoposto a disposizione.
Passò oltreoceano in cerca di fortuna, e qualcosa trovò: nel senso che nel 1984 si aggiudicò il titolo di rookie dell'anno imponendosi come protagonista del campionato Cart americano.
L'annata migliore e peggiore per lui fu però il 1987: a fine anno ebbe un incidente durante una sessione di prove a Indianapolis che lo fece entrare in coma per 17 giorni; a Marzo dello stesso anno disputò la "gara" della vita sull'ovale di Phoenix.
In prova dopo aver fatto segnare il terzo tempo con la sua March Cosworth venne retrocesso in ultima fila per essere stato trovato sottopeso di un chilogrammo. In gara partì come un indemoniato: al 23° giro dei 200 in programma era già al settimo posto, qualche decina di giri dopo era terzo, al 75° giro si portò in testa dopo aver superato la Lola Cosworth Bobby Rahal.
Da ultimo a primo, la gara sembrava ormai finita lì. Al 163° giro invece durante una sosta ai box toccò incidentalmente un pneumatico al suolo e venne richiamato ai box per una sosta di penalizzazione.
Quando riprese la pista era di nuovo dietro a Bobby Rahal, ma in quella posizione ci rimase per poco. Guadagnando un secondo al giro - e su un ovale da trenta secondi non è proprio malaccio - si riprese il primo posto e finì la gara in testa con otto secondi di vantaggio su Bobby Rahal.
Vinse, partendo ultimo e dopo aver scontato una penalizzazione ai box; per Roberto Guerrero rimarrà una gara decisamente da ricordare.

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