Perdita d'olio


Durante il periodo turbo degli anni ottanta l'Alfa Romeo fece esordire il proprio propulsore sovralimentato, e le premesse furono tutt'altro che disprezzabili: nel 1983 le prestazioni velocistiche del motore Alfa permisero ad Andrea De Cesaris di ottenere discreti risultati, tan'è che in qualche occasione - Spa e Sud Africa tanto per citarne un paio - diede l'impressione di lottare per la vittoria.
Gli anni successivi però, anche a causa di beghe politiche e organizzative, non mantennero le promesse, e le prestazioni, ma soprattutto l'affidabilità dei motori Turbo Autodelta installati sulle Alfa Romeo, degradarono in modo clamoroso.
Le rotture di motore erano una spiacevole costante per i due piloti Patrese e Cheever.
Dopo una di queste rotture di motore la vettura viene parcheggiata nel retro box e coperta con un telo per evitare sorrisi malizioni.
Il giornalista inglese Nigel Roebuck si avvicina a un responsabile tecnico dell'Autodelta, e la domanda che gli pone è chiaramente quella ovvia:
- Cosa è successo alla macchina?
- Una perdita d'olio - è la risposta.
Roebuck non riesce a trattenere un sorriso ironico e non sembra aver intenzione di accettare quella risposta. Il tecnico allora solleva il telo:
- Guarda, si vede benissimo il buco da cui è uscito l'olio insieme all'albero motore.


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