Sempre a testa in giù


Rimane uno di quei piloti a cui si guarda con un certo rispetto, anche se in definitiva non ha vinto molto. Della stessa categoria di gente come Brundle, Patrese, De Cesaris, Jarier, e ce ne sarebbero tanti altri: uomini dal piede pesante e con la forza mentale di guidare per anni anche se la macchina tra le mani non era mai la migliore del lotto.
Derek Warwick nella sua carriera ebbe incidenti spettacolari ma per fortuna sempre incruenti.
Quello a Monza, nel corso del primo giro del Gp di Italia del 1990, lo vide sbucare dalla sua Lotus a testa in giù all'uscita della parabolica come se nulla fosse successo dalla macchina e guardarsi intorno come per capire perché tutti lo indicassero come un alieno.
Qualche anno dopo, nel warm up del Gp del Germania del 1993, sotto la pioggia infida e traditrice di Hockenheim, fu protagonista di un altro incidente molto simile: nel senso che anche in quel caso si trovò a sfilarsi dalla macchina, la Footwork quella volta, a testa in giù nella ghiaia.
Warwick venne portato nell'infermeria del circuito per un controllo di rito. Il medico Sid Watkins tra i vari controlli fece anche quelli ai condotti uditivi, e con sua grande sorpresa trovò tracce di terra al loro interno.
Il dottore un po' perplesso e un po' divertito gli mostrò alcuni granelli di quella terra:
- E' il tuo cervello?
Derek Warwick senza scomporsi abbozzò un sorriso.
- No è ancora la terra di Monza, la riconosco.
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