Una scelta molto semplice


Willy T. Ribbs, pilota americano di colore, verso la metà degli anni ottanta fu convocato per un provino sulla Brabham di Bernie Ecclestone, sempre alla ricerca di piloti da lanciare, magari anche a poco prezzo e molta pubblicità. Ribbs anticipò di qualche decina d'anni Lewis Hamilton fregiandosi del titolo di primo uomo di colore a salire su una monoposto di Formula 1.
In Brabham se lo ricordarono a lungo per le espressioni e l'appeal decisamente alternativo a quello imperante tra i piloti di Formula 1.
A parte definire "una gran bella bestia" la Brabham Bmw Bt 54, guidata all'epoca da Patrese e dal neo acquisto del team De Angelis, quello che lo fece diventare beniamino dei meccanici fu una risposta alle ovvie domande dei giornalisti sulla sua presenza nel mondo dorato delle corse:
- Io voglio diventare campione del mondo, e ci sono due modi per diventare campioni del mondo: o con la boxe o con la Formula 1. A me non piacciono i pugni in faccia.
Il test per la cronaca non andò un granché bene, e il suo sbarco in Formula 1 non avvenne mai.
Calcò per anni la scena delle corse americane. Nel 1991 diventò anche il primo afro-americano a qualificarsi alla 500 Miglia di Indianapolis, e la sua carriera proseguì, certo senza mai raggiungere le vette che si era prefissato, nella serie Cart e Irl sino alla fine degli anni novanta.

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