Ritorni e ritorni...


Felipe Massa potrebbe rientrare per Monza; ovviamente questo è molto positivo, il responso della pista completerà poi la risposta all'interrogativo sulla sua completa ripresa.
Nei giorni scorsi un quotidiano ha cercato tentativo di accostare questo rientro a quello di Niki Lauda nel 1976 dopo il rogo del Nurburgring.
Premetto che non sono mai stato uno di quelli "erano meglio i vecchi tempi", no: riguardi i Gp di quel periodo e molti sono di una noia mortale. In Formula 1 poi per fortuna la situazione sicurezza è cambiata, e anche molto, in meglio, e pensare ad allora viene ancora da ritenere valida la frase che Nuvolari pronunciò parecchi decenni prima a Enzo Ferrari prima di una corsa:
- Ferrari, dovresti fare meglio i tuoi conti, spendi male i soldi: mi hai preso un biglietto di andata e ritorno per il viaggio e ti sei sbagliato, dovevi prenotare solo l'andata, perché con il mestiere che faccio io può sempre capitare di rientrare chiusi in una cassettina di legno.
Negli anni settanta, e mai come nel 1976, la realtà delle corse era ancora questa.
Il rientro di Lauda fu un ritorno dall'anticamera della morte, una specie di miracolo fatto di calcolo e paura, di ferite ancora aperte, e non solo metaforiche, di un sotto casco intriso di sangue e sudore freddo, di un rientro disperato, quasi costretto a riprendere il volante dalle voci che lo volevano prossimo alla sostituzione, perché a capo di tutti c'era ancora lui, Enzo Ferrari, disposto a perdonare ogni errore ma pronto a cogliere le minime debolezze dell'uomo-pilota alle sue dipendenze.
E per questo che quel rientro di Lauda - e anche la rinuncia del Fuji - assumono livelli di moderno eroismo quasi inarrivabili.
La storia di Massa è molto diversa, pur se complicata anch'essa. Per favore però, non cerchiamo nemmeno di paragonare le due vicende, troppo distanti le situazioni e i tempi.
Con tutto il rispetto per la tenacia dimostrata da Felipe e l'augurio per un suo rientro in piena efficienza.

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