Born in Emilia


Michele Alboreto fu l'ultimo pilota italiano voluto da Enzo Ferrari nella sua scuderia, e uno degli ultimi con cui un Ferrari, ormai prossimo alla fine dei suoi giorni, era solito discorrere di argomenti che andavano oltre le sue macchine e le corse in generale.
Durante uno di questi scambi di opinioni Enzo Ferrari rivelò ad Alboreto un episodio particolare della propria vita.
La prima guerra mondiale era finita, e il giovane Enzo era ritornato dal fronte sopravvivendo a una brutta malattia, ma aveva perso il fratello e il padre. Rimasto solo tentò la fortuna andando a Torino con una lettera di raccomandazione per entrare in Fiat.
L'incontro con i dirigenti torinesi non andò un granché bene: le parole che si sentì dire: "non siamo così grandi da poter dare un posto di lavoro a tutti i reduci d'Italia" lo portarono alla disperazione e a ritrovarsi solo e in lacrime al Parco Valentino di Torino.
Da quel giorno le cose per lui, se non altro dal punto di vista professionale, cambiarono in fretta e in meglio. Quell'episodio però lo segnò profondamente; tanto che quando Alboreto al sentire quel racconto gli citò ad esempio di una situazione simile la canzone di Bruce Springsteen "Born in the USA" - certo si parlava di USA e guerra nel Vietnam, ma la guerra è sempre guerra e brutta da qualsiasi parte la si combatta -, il vecchio Ferrari gli disse:
- Sono troppo vecchio per conoscere questo Springcomesichiama , però se lo incontri digli che non si è inventato proprio niente.

2 commenti:

pareti divisorie ha detto...

Bellissimo aneddoto

acorba67 ha detto...

Grazie e benvenuto.

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