Gp Singapore 2009: qualche grafico

Gara in cui il motivo principale di interesse - la sfida sul filo dei decimi tra Hamilton, Vettel e Rosberg - è stato completamente annientato da quel paio di errori di troppo da parte di Vettel e Rosberg e da un regolamento incapace di sanzionare con il dovuto peso le irregolarità di corsa.
Comunque vediamo lo stesso di ricavare qualche grafico dalla gara di Singapore.
Partiamo da quello che avrebbe dovuta essere la lotta principe dei 61 giri a Marina Bay; e lo sarebbe stata veramente se in qualche modo la foga non avesse tradito Rosberg e Vettel.
Prima un confronto dei tempi sul giro tra Hamilton, Rosberg e Vettel: grande equilibrio sino alla prima sosta e poi Rosberg intrappolato a fondo gruppo si è messo a girare sui tempi di Fisichella o quasi. Per Vettel il problema arriva dopo la seconda sosta; ma - anche perché esce dopo il drive-through in una posizione non troppo arretrata - ma per lui i tempi rientrano poi quasi nella normalità.


Questo grafico spiega invece perché Alonso non avrebbe mai raggiunto Glock. Il tedesco gira per tutta la gara su tempi costanti e veloci. E il recupero nel finale sembra più un tirare il fiato di Glock.


Per i giochi delle coppie ecco l'ormai classico Raikkonen - Fisichella: di Fisichella si conoscono pregi e limiti, giudicarlo sulla base di queste due gare mi sembra del tutto ingiusto. Da sottolineare il picco in basso del diagramma di Raikkonen dopo il secondo pit stop, con gomme morbide e prima di rimanere bloccato da Nakajima.


Vediamo poi un interessante Button - Barrichello con i tempi dei due a equivalersi sino ai problemi di Barrichello durante la seconda sosta. Ottima la serie di giri di Button verso fine gara dove la sua linea si abbassa di quel tanto necessario per sopravanzare il compagno di squadra.


E chiudiamo con la prestazione monstre di Glock rispetto al compagno di squadra Trulli. Certo Jarno era intruppato nelle posizioni retrostanti - e si vede come anche i tempi di Rosberg una volta retrocesso si siano adeguati - ma lo stesso è inevitabile pensare a una di quelle congiunzioni astrali in cui all'abruzzese non ne è andata una giusta e al tedesco invece è andato tutto liscio.


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