Guida in stato di ebbrezza

Tommy Byrne dopo aver lottato con i migliori nella Formula 3 inglese ed europea nei primi anni ottanta decise di tentare la pista americana per ottenere quella considerazione che l'elite europea - aka Formula 1- sembrava negargli.
Durante una gara della serie Indy Lights a Pocono capita che le previsioni meteorologiche per il giorno delle prove di qualificazione siano di pioggia al 100%.
In America, si sa, con la pioggia non si scende in pista; e
figurati che quelli dell'aeronautica militare USA ti sbagliano le previsioni del tempo. Quando mai?

I meccanici della vettura di Byrne preparano lo stesso la macchina per il giorno dopo, e poi lasciano il circuito - Tommy li segue - convinti che non ci sarà verso di provare il giorno dopo.
La sera per cercare di sconfiggere un non so che di tristezza che attanaglia tutti al vedere quei goccioloni scendere dal cielo, la crew si lascia andare un po' troppo con l'alcool. Tommy, che è con loro, non si tira certo in dietro, anzi, alla fine della serata è quello che ne esce più segnato.
Solo che la mattina dopo le previsioni si rivelano clamorosamente sbagliate: non piove, non solo, ha smesso da qualche ora e la pista sarà sicuramente asciutta.
La mattina è prevista una sessione di prove, e il pomeriggio la sessione di qualifica che determinerà la griglia di partenza.
Tommy Byrne non riesce nemmeno ad alzarsi dal letto, i meccanici anche, la sessione mattutina viene saltata a piè pari dal team. Al pomeriggio però, tra nausee e mezzi svenimenti, la squadra, pilota compreso, si presenta per la sessione decisiva di qualifica.
Tommy che è stato il più veloce il giorno prima esce per ultimo dai box; sta male, molto male, anche i meccanici non se la passano meglio: lo vedono sparire in una nube alcolica. Il formato delle prove di qualificazione prevede che i piloti cerchino di siglare in loro giro più veloce uscendo da soli in pista, e prima di lasciare i box devono dichiarare ai commissari quanti giri di riscaldamento intendono percorrere. Questo numero di giri è a scelta del pilota.
All'uscita della pit lane un commissario gli chiede quanti giri di riscaldamento ha intenzione di percorrere. Byrne ancora immerso nei fumi dell'alcool alza il singolo dito indice. Il commissario annota uno.
La bandiera verde si abbassa, Tommy compie il giro di riscaldamento, poi si lancia nei suoi giri veloci, e pur avendo a disposizione due giri cronometrati, rientra ai box dopo il primo giro.
I membri della sua squadra lo osserva rientrare in pit lane con un sorriso quasi incosciente; quel sorriso diventa un'espressione stralunata quando sul monitor dei tempi compare in cima a tutti il nome di Tommy Byrne. Pole position.
Deve essere estratto dalla macchina di peso, ma il giro più veloce è suo. E il giorno dopo anche la vittoria in gara non gli sfuggirà.

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