Agente in missione molto speciale

Forse nemmeno James Bond, nemmeno lui avrebbe avuto il sangue freddo necessario.
Monza 1968, Amon è in prima fila con la sua Ferrari, al suo fianco la Honda di Surtees e Bruce Mclaren sulla "sua" macchina. Al via Amon fa slittare troppo le gomme e John Surtees prende il comando delle operazioni; all'ottavo giro avviene il fatto. Amon e Surtees si toccano a Lesmo, la Ferrari del neozelandese decolla e finisce nella boscaglia. All'inglese non va molto meglio: anche lui sbatte contro il guard rail ed è il ritiro per entrambi.
Ma il punto non è questo; piuttosto, cosa salta in mente a Chris Amon mentre la sua Ferrari 312 sembra un missile appena lanciato verso un satellite non troppo lontano? Stacca la chiavetta del contatto elettrico.
Non mani sopra la testa, o braccia paralizzate dal terrore, o posizioni stile paracadutista pronto a ricevere addosso tutto il peso di una Formula 1; no.
Persino i meccanici e Enzo Ferrari rimasero a bocca aperta quando scoprirono questo particolare. E probabilmente nemmeno James Bond in persona sarebbe riuscito a mettere in pratica un pensiero simile in quella situazione.
ui [lui]

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