Altro che sesso debole

A quel tempo di donne in Europa capaci di guidare un'auto si contavano sulle dita di un paio di mani; figuriamoci una in grado poi di competere con una macchina da corsa insieme a tanti maschietti.
Elisabetta Junek, cecoslovacca, era una di queste marziane in gonnella. Il marito - Cener Junek, banchiere e pilota, morto al volante di una Bugatti - gli trasmise la passione per le corse, e lei ne rimase completamente coinvolta, infilandosi in un abitacolo di una macchina da corsa e infischiandosene in quel modo delle convenzioni molto forti all'epoca.
Alla fine degli anni venti, si presentò al via della Targa Florio del 1927, alla guida di una Bugatti, unica donna chiaramente alla partenza; non solo, in quell'edizione arrivò a occupare il quarto posto prima del ritiro a causa di guai allo sterzo.
Non contenta vinse nella classe 1.5-3 Litri il Gp di Germania al Nurburgring. Ma il bello doveva ancora venire.
Nel 1928 si ripresentò al via della Targa Florio, e lasciò mezzo mondo a bocca aperta portandosi al comando della gara davanti a gente come Campari, Divo, Conelli, e mollando il colpo solo a causa di un guasto alla pompa della sua Bugatti. Decisamente non male per una femminuccia

Nessun commento:

Powered by Blogger.