Bricolage ai box

La morte di Lorenzo Bandini fu un duro colpo per tutti: a partire dai tanti tifosi italiani che lo avevano ormai preso come loro nuovo beniamino; ai suoi meccanici; sino al grande vecchio in persona, passando per i piloti in quel periodo nell'orbita della Scuderia Ferrari. Tutti, seppur avvezzi e consci dei rischi legati al mestiere di pilota da corsa, ebbero per parecchio tempo negli occhi e nella mente le immagini e la scena devastante della Ferrari in fiamme sulla banchina del porto di Monaco.
In particolare per Mike Parkes giovane inglese - ottimo pilota di vetture Sport e impegnato nel biennio 1966/67 anche nel campionato del mondo di Formula 1 con la Ferrari - l'ossessione per il numero 18 che Bandini aveva durante quel disgraziato Gp di Montecarlo gli provocò un rifiuto netto e assoluto verso quel numero.
Quando qualche mese più tardi, in occasione del Gp d'Italia a Monza, a Parkes venne assegnato proprio il box numero 18, lui non volle saperne, e per evitare qualsiasi discussione si armò di vernice e pennello, e il numero 18 divenne in pochi minuti un 17 bis. Un numero che solo per una persona aveva un senso compiuto.


2 commenti:

Matt ha detto...

Ciao,
Sono un nuovo sostenitore (complimenti per il blog!!)... è davvero molto interessante e curiosa la vicenda che viene trattata nell'articolo, davvero singolare...
Bandini era un'eroe all'epoca, io avrei accettato quel numero con onore e fierezza!!
Parkes si è lasciat guidare troppo dalla superstizione!

acorba67 ha detto...

Benvenuto e grazie per il sostegno e il commento.
A risentirci
Ciao

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