La battaglia di Edmonton


Le prime avvisaglie si ebbero qualche settimana prima a Mosport. Keke Rosberg e Gilles Villeneuve lottano per la vittoria e nessuno dei due ha la minima intenzione di mollare. In cima a una delle tante salite del circuito canadese la Chevron del finlandese e la March di Gilles si toccano; le vetture decollano, escono fuori pista entrambi. Il rientro in pista è più agevole per Rosberg che però dopo pochi giri rompe il motore, mentre Villeneuve, rientrato dopo parecchi secondi, pur siglando il giro più veloce non va oltre il secondo posto.
Nel dopo gara nessun astio tra i due, infatti Rosberg nelle sue memorie ricorda:
- Le lotte tra me e Gilles sono state sempre leali; certo dopo quella volta a Mosport Joann non mi rivolse più la parola per un bel po'.
A Edmonton la situazione si ripete: Villeneuve, partito in pole, è davanti a tutti, e Rosberg è incollato a pochi centimetri pronto ad approfittare della minima disattenzione. Poco prima di una curva Villeneuve commette un piccolo errore, il finlandese riusce ad affiancarlo, e si ritrovano a percorrere l'uno di fianco all'altro uno dei curvoni di quel circuito. Le due vetture si toccano, escono entrambe di strada, ma questa volta il rientro è immediato; e avviene nello stesso punto. Il contatto è inevitabile; di nuovo le macchine si sollevano da terra.
Alla fine di questo duello vinse Villeneuve; Rosberg arrivò secondo. E ancora una stretta di mano e un paio di pacche sulle spalle sancirono un patto di rispetto che durò negli anni.

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